22 Ottobre 2003

Adios, Hector!

Rischio di fare la figura del sentimentale. Ma un addio è sempre un addio. E questo addio (sportivo) ad Hector Cuper ha un gusto tutto particolare. Noi – il popolo nerazzurro – gli abbiamo voluto bene. Fino al punto da inneggiare in tutto lo stadio il suo nome alla fine dell’ennesimo campionato perso. Fino a rivoltarci contro il nostro caro presidente e papà intimandolo a non toccarlo. Avevamo ben presente le sue cartoline da visita: Ci ha fatto sognare fino in fondo un campionato e una coppa che ci manca da quasi quarant’anni. Ma non sarebbe l’Inter se non dovessi menzionare anche scontri diretti mai vinti, la malinconia di uscire da una coppa campioni senza perdere la doppia sfida cittadina, gli incubi di Valencia (per due anni consecutivi), lo stramazzo epico dell’Olimpico. Eppure lo acclamavamo.

Quello che ci piaceva era il suo stile. Duro. Faccia malinconica. Sopracciglia che insinuavano dubbi (da queste parti non si possono avere troppe certezze). La pacca sulla “pechuga”. Quell’italiano un po’ sbilenco ma simpatico e quello sguardo che dopo una vittoria bella (purtroppo rara) aveva la magia di quello di un bambino. Anche noi ci sentivamo così: increduli. Avresti meritato di vincere qualcosa di importante con i colori nerazzurri, caro Hector – eppure la vita ha deciso diversamente.

Certo, ci sono molte cose che sono qui e stento ancora di capire dal basso della mia ignoranza tattica. Certi acquisti (Sorondo, Vivas), certi prestiti concessi (Adriano) e altri mai avvenuti (Kallon, Martins), certi scambi (dov’è la nostra plusvalenza nello scambio Coco-Seedorf?), certe formazioni (praticamente tutti i derby, Gresko terzino per un anno), certe posizioni in campo (Cordoba terzino sinistro, Brechet e Dalmat esterni di centrocampo, Recoba ala sinistra), certe sostituzioni (una su tutte: perchè in Inter-Roma dell’anno passato hai fatto entrare Morfeo?!? e domanda di riserva: quante volte te ne sei pentito nelle notti insonni che ti ha procurato?). Sono tanti i dubbi e le domande rimaste. Ma è inutile perchè né tu né noi avremo mai la risposta.

Ahinoi, non rimarrai negli albi d’oro. Solo perchè i giocatori (bambini viziati?) in una sciagurata giornata di maggio decisero che le vacanze erano arrivate con una settimana di anticipo. E allora niente albi. Al loro posto una bella etichetta da perdente nato. Quanto ti ho augurato una rivalsa in grande stile. Probabilmente l’avresti goduta in silenzio senza rivendicare direttamente la ragione. Io lo so che non sempre chi vince ha ragione e chi perde torto. Le cose in questo mondo sono un po’ più complesse di queste banali verità. Basta guardare un telegiornale. E con me lo sa una tifoseria intera che è diversa da molte altre. Rimarrai nei nostri cuori. Noi non dimentichiamo. Sei uno di noi.


Stadio San Siro, maggio 2007 [www.curvanordmilano.net]